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mercoledì 20 giugno 2012

Ricordi di "Maturità": I prova italiano 2000/2001

Esattamente undici anni fa – oddio come passa il tempo! Mi sento vecchiaaa! –, ossia il 20 giugno del 2001, anche la sottoscritta affrontava la sua “maturità”. Che poi di maturo in me non ci fosse proprio niente, questa è un’altra storia. 
Se ripenso alla Rossella di quegli anni, lo faccio con un misto di rimpianto e tenerezza (dicasi anche… pena!). Nonostante pensassi di essere piuttosto sgamata, in realtà ero di un’ingenuità terribile, potenzialmente distruttiva per me e anche per chi mi stava accanto… ero assoluta come solo i giovanissimi sanno essere, con l’unica differenza che io lo ero di più. Molto di più. Ero anche sensibilissima, lunatica, avventata, impulsiva, sconsiderata, ossessiva, passionale, mediamente folle. Un mix esplosivo. E poi ingenua
E la cosa peggiore dell’ingenuità è che una persona non sa di essere ingenua, altrimenti per definizione non lo sarebbe. Lo capisce dopo. Di solito quando è troppo tardi. Non concepivo finzioni, bugie, ipocrisie. Non avevo paura di niente, non mollavo mai, non mi tiravo indietro. Si può dire che fossi un’anima nuda, senza difese. E mi apprestavo a “maturare”, appunto. Non so cosa credevo mi aspettasse dopo gli esami, di certo una vita nuova e una libertà sconsiderata. Con l’ottimismo completamente ingiustificato che mi ha sempre contraddistinta, mi preparavo a un avvenire meraviglioso, spudoratamente felice. 
Degli esami non me ne fregava praticamente nulla. Della mia classe, ero l’unica che in quel periodo uscì ogni santa sera; unica eccezione: la sera prima dell’orale. Avevo troppo da ripetere! Ero la classica tipa che pur non studiando granché, prendeva voti altissimi. Merito della memoria di ferro e della mia parlantina. Tranne in matematica e fisica, ma si sa che al liceo classico non contano un tubo. Aspiravo al cento e lo volevo non tanto per me, quanto per i miei, che in questo senso non mi davano tregua. 
Dovevo essere la migliore, sempre e comunque. Solo il massimo, solo la perfezione. A me, ripeto, non importava assolutamente nulla. Avevo l’unico dieci della classe in italiano, voto che la prof. mi aveva messo un po’ a malincuore. In italiano, infatti, agli esami avremmo avuto una professoressa esterna, e lei aveva paura che vedendo un voto così alto, la perfezione in pratica, pretendesse la luna. E in effetti pretese molto… ma questo lo racconto la prossima “puntata”! 
Sta di fatto che italiano, assieme a storia e a filosofia, erano le materie che conoscevo alla perfezione. Per le altre contavo sulla fortuna, davvero non avevo tempo per studiare! C’erano i ragazzi, tanti, che mi gironzolavano attorno, c’era il fatto che avevo bisogno di stare sempre in giro, di ridere, di andare al mare, di confidarmi con le amiche fino a notte fonda e consumarmi le labbra di baci. Baci incantevoli e goffi, pieni di aspettativa per quel “qualcosa” che c’era dopo e che era affascinante e terribile come tutto ciò che è ignoto. A quei tempi la mia fantasia si limitava ai baci. Aspettavo qualcosa che nemmeno io sapevo cosa fosse. Sarebbe arrivato, quello lo sapevo per certo. Quando ripenso a quel periodo, mi viene in mente un’unica canzone…


Il giorno della prima prova mi svegliai felice, niente affatto preoccupata, anzi. Non era mai successo che a un compito d’italiano prendessi meno di otto, e mal che andava, sapevo di poter contare sulla mia scrittura. Col programma c’eravamo fermati a Montale, tralasciando autori più recenti che andavano tanto di moda in quel periodo. 
Un paio di giorni prima, senza motivo, decisi che mi sarei studiata Pavese. Per conto mio. Non so perché proprio lui, qualcosa mi diceva che dovevo studiarmi Pavese. Giuro. Eppure io Pavese lo odiavo! Mah… Come sempre assecondai la mia follia.
Il giorno degli esami faceva freddino. Al mattino presto, fuori dal portone del Liceo Ginnasio “R. Canudo”, la III C al completo tremava per il freddo e per la paura che nessuno avrebbe ammesso. Io invece ridevo e facevo battute, elettrizzata. 
Impazzava il toto-prove. Continuavo a ripetere il nome di Pavese, ma nessuno mi dava retta, nemmeno la mia migliore amica. E poi arrivarono i carabinieri con le buste. TERRORE GENERALE! Ci fecero entrare, ci sedemmo, il presidente lesse le prove… analisi del testo su un brano tratto da “La luna e i falò”, di Cesare PaveseEcco, e poi la gente si meravigliava che io seguissi tanto le mie sensazioni… Ieri, facendo qualche ricerchina per il web, ho trovato le prove di quell’anno.

Può sembrare assurdo, ma leggendole ho provato un brivido. Nostalgia, forse… o forse solo il potere dei ricordi, non so! Sta di fatto che svolsi la mia prova velocemente, senza esitazioni, e tornai a casa tutta contenta. I miei genitori mi aspettavano ansiosi, mamma per l’occasione mi aveva preparato tutti i miei piatti preferiti. Anche perché il giorno dopo – la temibilissima prova di greco!!! – non sarebbe stato altrettanto facile. Io in greco non andavo granché bene, e soprattutto alla prof. stavo sul …. Un’antipatia decisamente ricambiata, ma tant’è, il coltello dalla parte del manico ce l’aveva lei!
In realtà non ero la cocca di nessun professore, io, perché ai professori piacciono i lecchini. Per l’esilarante racconto sulla versione di greco però dovrete aspettare domani, sempre che nel frattempo non vi abbia annoiati a morte con questa prima “puntata” :-)! E voi, che ricordi avete della prima prova dell’esame di maturità? Lasciate qualche commento se vi va!

7 commenti:

  1. Bellissimo post Rossella, grazie per aver condiviso i tuoi ricordi con noi! :D
    Io la maturità la affronterò fra due anni, ma giuro che a furia di sentirne parlare mi sta già venendo l'ansia.
    Anche tu hai frequentato il classico? Io a Settembre inizio il secondo anno di liceo e, sì, anch'io non ho un buon feeling con il Greco, ma me la cavo abbastanza bene. Però amo alla follia letteratura e filosofia, ho dei voti molto buoni nelle altre materie eccetto per quanto riguarda matematica e scienze.

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  2. Io non ho praticamente nessun ricordo degli esami di maturita` per lo meno al momento. Magari se mi sforzo e scavo nella memoria qualcosa troverei, ma non ne ho voglia. L'unica cosa che ricordo bene e` che alla prova di matematica facesse un caldo infernale e che mi fece venire un fortissimo mal di testa.

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  3. Grazie Leo :-)! Unico consiglio: vivitela meglio che puoi e bandisce la paura, perché in seguito lo ricorderai come uno dei periodi più belli della tua vita! Ok, ora la smetto di fare la nonnina ;-).... scherzi a parte, i giochi sono già fatti durante l'anno, la maturità è importante ma non fondamentale, non ti ribalta certo la media, ecco. Il segreto è studiare volta per volta, poi vivi di rendita. E mi sa che i pessimi voti nelle materie scientifiche sono d'obbligo per chi frequenta il classico :-)

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  4. I miei ricordi degli esami di stato sono legati soprattutto alla seconda e alla terza prova....Anche io come te ho fatto come seconda prova greco e come te non ero un genio in quella materia. Proprio per questo ci eravamo attrezzati: una mia amica ed io eravao il centro smistamento informazioni, passavamo tutto quello che avevamo agli altri insomma XD
    La terza prova fu una mezza barzelletta perchè la prof esterna di fisica ci mise un problema....A NOI del classico un problema???? ci mancava poco che ci venissero delle crisi isteriche...grazie a questa terza e disastrosa prova tutti i voti calarono.....
    in quei giorni l'affiatamento tra noi della III C fu perfetto e certe volte la scuola superiore mi manca!

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  5. Fantastico il tuo sesto senso!
    Anch'io ce l'ho avuto...la mia maturità risale a tre anni fa. Il totoesame impazzava e c'era veramente l'imbarazzo della scelta, io speravo con tutto il cuore che uscisse il crollo del muro di Berlino, non c'eravamo nemmeno arrivati a storia, però mi sarebbe piaciuto.
    Il giorno prima del tema ero con la mia compagna di banco, stavamo a casa mia a non fare niente in realtà, poi lei decide di voler provare a buttare giù qualche idea per l'ipotetico tema. Io propongo il muro di Berlino, lei però storce il naso, dice che non uscirà mai e che tanto non lo farebbe. Benissimo. Propone un tema sull'immigrazione. Passiamo le ore a cercare idee carine, poi lei va a casa e io continuo a sentire quel tarlo...muro di Berlino...muro di Berlino. Mi rituffo su internet e cerco articoli, leggo la storia, ripasso le date.
    Il giorno dopo, tac, tema d'attualità: libertà e democrazia a vent'anni dalla caduta del muro di Berlino. Dentro di me esulto, poi mi giro verso la mia compagna di banco che vorrebbe suicidarsi. Il suo sguardo non lo dimenticherò mai.

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  6. Diciamo che hai avuto una grande... fortuna!
    Io ero più o meno come te, non c'era niente che mi preoccupasse agli esami, ero quella coi voti più alti di tutti (la media dell'intera scuola non era poi così alta) e io sono andata tranquilla. I due giorni prima degli esami mi sono anche rifiutata di studiare. Mi sono magiata le unghie solo durante l'esame pratico. dovevo disegnare e creare un abito e finirlo in circa 12 ore! il problema era che prime degli esami ci avevano detto che dovevamo fare solo metà abito perchè non c'era tempo e io allora mi sono buttata in un progetto particolarmente impegnativo. A metà del primo giorno ci hanno comunicato che dovevamo completarlo e... oddio! Come faccio? Non ho dormito quella notte con l'ansia di ritornare a lavorare e fare in fretta!
    Oltre a quello sono andata bene, anche se non sono stata così brillante negli scritti :P

    grazie per aver condiviso la tua esperienza, mi sono divertita a leggerla.

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  7. Bellissimo post!!!!Abbiamo fatto la maturità lo stesso anno, ergo direi che siamo coetanei..anche io ero molto ingenuo e pieno di aspettative, ho vissuto quell'esame come fondamentale per la mia vita,per il mio futuro professionale.Ho poi imparato che l'abilità e le capacità di una persona non possono essere riassunte da un voto.
    Io sono stato penoso nella terza prova, mentre in italiano avere il membro esterno è stato per me un vantaggio in quanto nei temi non ho mai preso più di 7 durante il triennio finale(non stavo simpatico al professore di Italiano).Ho preso il massimo dei voti nel tema e nella prova di matematica, l'unico di tutta la classe..Comunque la nostra generazione è stata ancora fortunata a mio parere, abbiamo avuto poi più possibilità dei giovani di adesso di trovare lavoro e anche degli insegnanti migliori secondo me..

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