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lunedì 17 dicembre 2012

Una notte di mezza estate


Ciao amici!!!
In attesa del giveaway natalizio che caricherò nei prossimi giorni (e che visto il ritardo allucinante sarà un regalo della befana piuttosto che di Natale, vabbé!), vi lascio la scheda di un mio raccontino pubblicato da Amazon Kindle con relativa recensione sul portale SoloLibri.net… Il racconto è in vendita su Amazon a un prezzo puramente simbolico (89 cent), si tratta di un fantasy-romance e alla prima persona che commenta questo post lo invio gratis. Mi piacerebbe che lo leggeste soprattutto per darmi consigli su come migliorare la scrittura e ricevere pareri su cosa vi piace e cosa non vi piace leggere! A prestissimo!

Una notte di mezza estate
Rossella Martielli
Prezzo: 0,89 euro
Formato: Formato Kindle
Dimensioni file: 168 KB
Venduto da: Amazon Media EU
Lingua: Italiano
ASIN: B00A8QWP90
In vendita qui.

Surya ha un solo desiderio: esplorare il mondo degli umani, quella terra ambrata e farinosa su cui sono stati costruiti interi regni e che viene calpestata da creature così diverse da lei, così misteriose. 
Vuole sentire il sole sulla pelle e osservare l'azzurro del cielo, il punto esatto in cui sfuma nell'oceano all'orizzonte. Ma desiderare un mondo che per natura non le appartiene può rivelarsi molto pericoloso. 
È così che Surya si trova prigioniera nel castello del re Amerigo, rinchiusa in una stanza sfarzosa e circondata da ancelle che la preparano per offrirla in dono al principe ereditario Rolando, di ritorno da una guerra di conquista...
*Recensione*
Credete alle sirene, quelle splendide e magiche creature, con il viso di una dolce fanciulla e la coda di un verde splendente, con riflessi talmente dorati da far impallidire il sole più brillante? Non sono magiche per il fatto di possedere una coda, la loro magia risiede nel cuore, nell’amore unico e inestimabile che possono donare alla persona amata…

Due sorelle, Surya e Ananke, vengono catturate con l’inganno dagli sgherri di un perfido sovrano. Il malvagio chiederà alla sorella maggiore, Surya, di sedurre e ingannare Rolando, il suo unico rivale per la corsa al potere. Surya accetta per amore della sorella, ma accade qualcosa che nemmeno lei sarebbe mai riuscita a immaginare: prova un sincero sentimento per il ragazzo. Riuscirà a ingannarlo, dopo aver scoperto i sentimenti che il suo cuore non gli aveva mai fatto conoscere?

mercoledì 5 dicembre 2012

Nuove, intriganti uscite pre-natalizie!


Ciao amici! Ultimamente latito un po’ e me ne dispiace, ma ci sono sempre mille miliardi di cose da fare e il tempo vola che è una tragedia!
Poi, come la maggior parte di voi saprà, da qualche mese a questa parte sono andata a vivere da sola e ho cambiato città, perciò le cose da fare si sono moltiplicate, c’è il lavoro, ci sono le faccende di casa da seguire e poi i due libri che usciranno prossimamente… (miei, eheh! ma non voglio rovinarvi la sorpresa!)… insomma, per farla breve sono incasinata.
Non mi dimentico di voi, e anzi stato meditando su un possibile giveaway per Natale… vi piacerebbe se mettessi in palio una copia del mio primo libro, “In ricordo di noi”? Oltre ovviamente al mio ultimo e-book che vorrei regalare a qualcuno di voi… niente di che, solo un raccontino, ma mi farebbe piacere ricevere i vostri pareri!
Oggi però voglio presentarvi due libri appena usciti cui mi sento particolarmente legata.

Il primo libro è letteralmente un pezzo del mio cuore… vi spiego il perché. Ho conosciuto l’autrice, Silvia Mango, torinese mia coetanea, quando si è rivolta a me proprio per l’editing di questo romanzo.
Scrivevamo per la stessa testata on-line, e a lei erano piaciuti i miei articoli. Ho accettato il lavoro, entusiasta perché il libro rispecchiava molto i miei gusti e obiettivamente era super-interessante, al punto che non vedevo l’ora di sapere come andasse a finire (il finale è a sorpresa… e che sorpresa!). Nel frattempo sono successe un po’ di cose. 
Il mio rapporto con Silvia si è andato approfondendo e consolidando diventando una splendida amicizia: ci siamo conosciute durante l’ultimo Salone del Libro ed è stato amore a prima vista! 
Nel mentre io meditavo il proposito – poi attuato – di venire a vivere qui a Torino e il libro ormai editato ha vinto il concorso “Chick-cult” edito dalla casa editrice milanese ARPANet… in premio c’era la pubblicazione! E così eccolo qui, “Tre cuori e un bebé”, libro fantastico su cui presto qui sul blog ci sarà un’altra sorpresina!!! (oltre alla mia recensione + ricetta che sono sicura vi piacerà moltissimo, perché è proprio in tema natalizio!). La cosa che più mi preme comunicarvi, però, è che venerdì 7 dicembre a Ivrea il libro sarà presentato per la prima volta nella libreria-cioccolateria “Cossavella”… sarà presente l’autrice e la presentazione sarà moderata da me. Quindi se siete di Ivrea o dintorni siete tutti invitati! Ecco qui la presentazione del libro…

"Tre cuori e un bebè", ARPANet Edizioni, 2012

Tre cuori e un bebè di Silvia Mango è il nuovo romanzo della collana ChickCult, che ARPANet dedica alla letteratura Chicklit, quando diventa culturale, arricchendo un genere letterario che ha spopolato in tutto il mondo con numerosi best-seller.

La protagonista è Giada, trent’anni, un lavoro precario in una galleria d’arte e un sogno nel cassetto: diventare l’assistente personale del celebre chef internazionale Anthony Bourdain.
Per la prima volta nella sua vita però si trova a dover affrontare un problema più grosso di lei: l’inatteso arrivo di un bebè.
Non è certo un’impresa facile, specie se tutti i giorni si ha a che fare con un perfido datore di lavoro, un fidanzato assente, una madre invadente e un’amica new-age un po’ stramba che si caccia sempre nei guai… un romanzo appassionante, con un finale a sorpresa, che prende forma nei romantici vicoletti di Nizza!

venerdì 30 novembre 2012

Pensieri notturni


Queste notti mi fanno ripensare a com'era dolce addormentarci abbracciati mentre fuori pioveva e la città tratteneva il fiato per non disturbare la notte... 
e allora mi dico che siamo stati saggi, abbiamo fatto bene ad arrenderci prima che il nostro amore si trasformasse in rabbia, prima che il rancore reciproco spazzasse via tutto il bello che c'era stato. 
Ed è stato tanto.

mercoledì 28 novembre 2012

Lasciarsi un giorno a Roma

Tanto lo sai che sei tu il motivo per cui odio Roma.
Il motivo è quella sera di novembre di due anni fa, la pioggia che picchiava dal pomeriggio e la metro impazzita, la gente che si accalcava e mi trascinava via, tutti quei volti tristi e stanchi che fissavano il vuoto.
Ho tremato per tutto il tempo che c'è voluto a raggiungere la Laurentina. 
Il mio ricordo si interrompe quando ho intravisto te che mi venivi incontro tra le gente. Riprende con il rumore della pioggia che non la smetteva di battere contro il tettuccio dell'auto, l'auto ferma sotto casa mia - quell'auto che aveva visto tutto di noi, dalla Puglia a Roma e viceversa un milione di volte, e poi le liti, le risate e tutto quell'amore sprecato - e io che non riuscivo a respirare perché mi mancava l'aria, perché le lacrime mi soffocavano ma proprio non riuscivo a smettere, perché io non piango mai, ma se inizio a piangere non la smetto più.
Non ci siamo abbracciati, non ci siamo sfiorati, non ci siamo detti niente. 
Il momento della fine è quello in cui tutte le parole sono state già dette, il momento della fine è quello in cui ti rendi conto che tu e lui potreste anche vivere l'uno accanto all'altra per l'eternità, ma non sarete mai più vicini. Ci si può amare una volta sola, e noi la nostra l'abbiamo sprecata.

…un giorno, a Roma…. lasciarsi e poi dimenticarsi…

sabato 24 novembre 2012

Vincitori "Amore e Musica"!

Cari amici,
è arrivato il momento che molti di voi aspettavano con ansia: finalmente abbiamo i vincitori del concorso letterario “Amore e Musica” organizzato in collaborazione con la casa editrice Florestano! Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti quelli che ci hanno scritto mandandoci il loro elaborato. 
Vista la quantità e la qualità dei lavori giunti in casa editrice, la scelta è stata davvero difficile; abbiamo preferito temporeggiare e rileggerli più volte per essere certi di aver preso le decisioni giuste.
La giuria, me compresa, ha letto i racconti rigorosamente anonimi, solo a scelta avvenuta li abbiamo abbinati a dei nomi, che sono i seguenti:

La giornata di gloria di Gregori Antoni Zvonko
di Stefano Cordoni

Aria. Con leggerezza
di Alessandra Simona Columbaro

Per Elisa
di Raffaele Marra

Frankie
di Valerio Bruner

È solo musica
di Elena Bulfon

Note di zucchero
di Roberto Baldini

Il rosso e il nero
di Mara Luna

Mi complimento con i vincitori, che saranno informati personalmente tramite mail. Sarà inviato loro il contratto di edizione e una volta firmato potremo passare all’editing e poi alla pubblicazione di un volume che ho voluto con tutte le mie forze e che credo costituirà una splendida lettura per tutti gli amanti della musica e non!

mercoledì 14 novembre 2012

"L'altra famiglia" - Jodi Picoult

L'ALTRA FAMIGLIA
Autore: Jodi Picoult
Traduzione: Lucia Corradini Caspani
Pagine: 464
Prezzo: € 18.60
Collana: Romance
In libreria dal: 14 Giugno 2012


Zoe Baxter per dieci anni ha cercato disperatamente di avere un figlio e finalmente il sogno suo e del marito Max sembra diventare realtà: ormai è al settimo mese di gravidanza. 
Ma il sogno è destinato a tramutarsi in un incubo. Anche questa volta Zoe non riesce a portare a termina la gravidanza e il suo matrimonio non regge di fronte a questo ennesimo, grande dolore.
Zoe si rifugia nella sua professione di musicoterapeuta e insieme alla collega Vanessa cerca di aiutare un adolescente che ha tentato il suicidio. 
Fra le due nasce un’amicizia profonda che, con grande sorpresa di Zoe, è destinata a diventare amore. Al punto che Zoe spera di poter costruire una nuova famiglia e di avere con Vanessa quel figlio tanto desiderato, grazie agli spermatozoi conservati da lei e Max in una banca del seme. 
Ma Max si oppone con tutte le sue forze all’idea che Zoe possa avere un figlio, che lui rivendica anche come suo, insieme a un’altra donna. 
Il caso finisce in tribunale, dove si scontreranno non solo Zoe e Max, ma anche due concezioni diverse e opposte della famiglia, e dove i sentimenti più profondi e radicati di ciascuno verranno alla luce, fino all’inatteso e sorprendente finale.  
 
"I romanzi di Jodi Picoult non restano a prendere polvere sul comodino. E questo non fa eccezione: è un libro che si divora."
Los Angeles Times

UN BRANO  
"Si perdono le chiavi, il portafogli, gli occhiali. Si perde un lavoro. 
Si perde peso. Si perde il denaro. Si perde la memoria. Si perde la speranza; si perde la fede. Si perde il senso dell’orientamento. Si perde traccia degli amici. Si perde la testa. Si perde una partita a tennis. 
Si perde una scommessa. Si perde un bambino, o almeno così dicono. Ma io so esattamente dov’è."

Jodi Picoult, la regina del legal thriller della nuova America, vive ad Hanover, New Hampshire, con il marito, i tre figli e numerosi animali domestici. Nel 1992 ha scritto il suo primo libro e da allora ha venduto 12 milioni di copie in tutto il mondo. Ha vinto numerosi premi letterari fra cui il New England Bookseller Award for Fiction, il Book Browse Diamond Award, il Fearless Fiction Award, il Virginia Reader’s Choice Award e molti altri ancora americani e inglesi. Da La custode di mia sorella è stato tratto nel 2009 il film di Nick Cassavetes con Cameron Diaz e Alec Baldwin. Sito ufficiale dell'autrice.

*La mia recensione*

"L’altra famiglia" è l’ultimo, commovente libro di Jodi Picoult, nuova regina del legal thriller americano e autrice del best-seller "La custode di mia sorella", da cui è stato tratto l’omonimo film con Cameron Diaz e Alec Baldwin. Difficile catalogarlo in un genere: volendo a tutti i costi definirlo, infatti, si correrebbe il rischio di sminuirne la complessità, le mille sfaccettature che a mio avviso ne fanno uno dei romanzi più affascinanti e intensi usciti in Italia negli ultimi mesi. 

domenica 11 novembre 2012

Un libro e un ricordo: "Moonlight Shadow" di Banana Yoshimoto


Questa nuova rubrica nasce per condividere con voi le emozioni trasmesse dai libri e ricordare a me stessa come alcuni di essi hanno segnato la mia vita, cambiando il mio modo di essere, di pensare e di vedere le cose. Io ai libri devo molto, forse tutto. Devo loro ciò che sono, ma soprattutto devo loro una riconoscenza infinita per avermi sempre “sollevata” nei momenti in cui la vita sembrava mettercela tutta per trascinarmi sempre più a fondo. “Un libro e un ricordo” vuol essere un tributo ai libri e un modo, spero gradito, di condividere con voi qualcosa di me.

Non potrò mai dimenticare la prima volta in cui ho letto Banana Yoshimoto (per la precisione Kitchen, il suo primo romanzo, che in appendice conteneva il racconto che è stato la tesi di laurea dell’autrice, intitolato Moonlight shadow come la celebre canzone). 
Copertina dell'edizione Feltrinelli
Sul calendario l’inverno stava finendo, ma faceva ancora freddissimo e nell’aria gelida di Urbino non c’era alcun sentore di primavera. Quella notte ero sola in casa, le mie coinquiline erano già tornate andate via per le vacanze di Pasqua, io invece ero stata costretta a trattenermi un paio di giorni in più per registrare un esonero. Infreddolita e malinconica, già alle dieci mi misi sotto il piumone con il gatto Giannetto accanto, la tv accesa in sottofondo (non l’ascolto quasi mai, ma se sono sola la lascio accesa per illudermi di avere compagnia) e ovviamente un libro in mano. Era "Kitchen", appunto, e lo divorai nel giro di qualche ora. Quando arrivai al racconto in appendice, si era ormai fatta notte fonda. Avevo sonno, ma la curiosità era forte… poi lessi l’inizio (la parte che riporto qui sotto) e non riuscii più a fermarmi. Questo racconto mi fece piangere moltissimo. È incredibile come la Yoshimoto riesca a rendere il dolore palpabile, a trasmetterlo al lettore proprio come se fosse lui stesso a provarlo. Sarà stata la fragilità di quell’ora tarda o la solitudine di quei giorni, ma ne ricavai un’impressione fortissima. Sperai ardentemente che un dolore del genere non mi sfiorasse mai, ma non fu così; tocca a tutti, prima o poi, avere a che fare con la perdita della persona amata. E allora puoi solo scriverti il suo nome sul cuore e andare avanti, accettare di cambiare perché è inevitabile. Peccato che col tempo Banana Yoshimoto mi sia scaduta – tutti uguali i suoi libri, e sempre più banali! –, peccato davvero perché la notte in cui l’ho letta per la prima volta non la scorderò mai.

"Hitoshi  andava in giro con un campanellino attaccato al portatessera, non se ne separava mai. Era un piccolo dono che gli avevo fatto quando non eravamo ancora innamorati.  Non aveva nessun significato particolare, ma lo portò con sé fino all’ultimo. Lo conobbi in seconda liceo, anche se era di un’altra classe, perchè, come me, era tra gli organizzatori della gita scolastica di quell’anno. Il programma era diverso per ogni classe, facemmo insieme solo il viaggio di andata in treno. 
Sul binario, riluttanti a separarci, ci stringemmo scherzosamente la mano. Fu in quel momento che mi ricordai per caso di avere in una tasca della divisa un campanellino caduto dal collare del gatto. Glielo diedi dicendo: ‘Un regalino d’addio’. Lui rise e fece: ‘Che roba è?’, ma con grande cura lo avvolse nel fazzoletto come se si trattasse di una cosa importante. Rimasi molto sorpresa: mi sembrava un gesto insolito per un ragazzo della sua età. Che strano, fare una cosa del genere, pensai. Che l’avesse fatto perchè glielo avevo dato io, o solo per buona educazione,  il suo gesto mi piacque molto. 
Quel campanello mise in moto i nostri sentimenti. Ci rimase in mente per tutto il resto del viaggio, ogni volta che il campanello tintinnava, lui si ricordava di me e del tempo trascorso insieme, e io passavo i giorni a pensare a lui e a quel campanellino che lo accompagnava sotto un cielo lontano. Al ritorno cominciò un grande amore.
Per quasi quattro anni il campanello fu con noi a tutte le ore, invariabilmente. 
Con noi divise ogni momento che passammo insieme, il primo bacio, le grosse liti, il bel tempo, la pioggia, la neve, la prima notte. Ogni volta che Hitoshi tirava fuori il portatessera, che usava anche come portafogli, udivamo quel tintinnio fievole e argentino. E’ un suono che ho ancora nelle orecchie, dolcissimo.

giovedì 8 novembre 2012

l'Eros di qualità

Molti di voi sapranno che collaboro come editor con Lite Editions, casa editrice milanese che ha pubblicato in e-book anche un mio racconto “L’uomo di mia madre”. Collaboro e pubblico con loro perché li reputo editori seri, preparati, che diffondono un eros di qualità, mai banale né volgare. Soprattutto si tratta di un editore che non manda i propri autori allo sbaraglio, ma interviene sui loro testi con un editing approfondito ed efficace, corredato da una grafica professionale. 
In attesa del nuovo, spettacolare sito, che sarà on-line per la metà di novembre, potete acquistare i loro e-book su tutti i portali di vendita libri on-line (IBS, Amazon, laFeltrinelli, Bol, ecc.). Qui sotto, un brano tratto da "L'Eunuco e la Fanciulla", di Francesca Rossi, terzo episodio della serie "Meknès".

"Il basso ventre si sollevò con piccoli movimenti rotatori: ero ormai al culmine dell’eccitazione e quell'attesa mi faceva soffrire e mi stuzzicava. Fremevo al pensiero di essere posseduta da un uomo cosi tenero e forte al tempo stesso e il desiderio mi stava esasperando al punto tale da voler premere la mia pelle contro la sua, implorarlo di fare presto, di colmare quell'onda di voluttà che si era impadronita di me e avanzava sempre più veloce. Ma non mi mossi: l’attesa del godimento mi faceva sentire viva e il mio cuore pulsava senza esitazione verso la vita e l’amore.
"L'eunuco e la favorita", secondo episodio "Meknès"
La sensazione di un fuoco che mi stava divorando si trasformò in una serie di gemiti lievi e armoniosi. Sentii la mia stessa voce cantare sulle note del piacere, con l’unico obiettivo di esplodere aggrappandomi con tutte le forze all'oggetto della mia passione. Abdallah mi chiese di voltarmi e sentii la sua mano calda scivolare giù per la mia schiena, disegnando le forme del mio corpo. Le carezze mi provocarono dolore. Mi fecero male pur donandomi piacere. Eppure non feci nulla per allontanarle da me, quasi ne avessi bisogno e non potessi più farne a meno. I brividi di eccitazione si moltiplicarono, sfumando dalla docile sottomissione al volere del mio uomo, fino a una rabbiosa voglia di sentirlo dentro di me. Mi stupii dei miei stessi pensieri e capii che non sarei riuscita a trattenermi ancora a lungo.
A un tratto sentii la sua bocca fremente sul collo e sulle spalle. 
Labbra dure ma esitanti mi percorsero di nuovo e io mi aggrappai al cuscino, provando una sorta di piacevole dolore. Mi girai e lo baciai, trattenendoli la nuca, quasi temessi che potesse scappar via. Non avevo mai pensato che un bacio potesse essere cosi dolce e travolgente.

Concorso Amore & Musica: i finalisti

Cari amici, scrivo questo breve post per una comunicazione di servizio. In molti, tra quelli che mi seguono, hanno partecipato al concorso “Amore & Musica” e mi chiedono aggiornamenti circa i risultati. Mi scuso per l’attesa – per questioni di logistica è andato un po’ per le lunghe il processo di lettura da parte dei giurati, che si trovano in regioni diverse o all'estero – ma finalmente ci siamo… manca davvero pochissimo: attualmente ci sono già i racconti finalisti che in questo mese saranno attentamente vagliati dall’editore (Florestano).
I nomi dei vincitori saranno annunciati i primi di dicembre sul blog e sulla pagina FB dedicata al concorso. Ovviamente ciascuno di essi verrà contattato in privato sia per la firma del contratto che per il lavoro di editing, di cui mi occuperò io. Il libro uscirà nei primi mesi del 2013. 
Vi ringrazio tutti per l’attenzione e ancora di più ringrazio chi ha partecipato regalandoci un bel racconto d’amore e musica!

lunedì 5 novembre 2012

Recensione "L'uomo di mia madre"

Cari amici, ancora una bella recensione di “L’uomo di mia madre”! Devo ammettere che sono molto orgogliosa di questo mio racconto e soprattutto di come è stato curato da quelli della Lite Editions. Se l’avete letto raccontatemi le vostre impressioni! 
Ed ecco la bella recensione di Irene Pecikar.

"Lei una adolescente con genitori divorziati e una madre che cambia spesso fidanzato. Lui il tredicesimo uomo di cui sua madre si è innamorata. Due figure femminili in competizione: la figlia, acerba e un po’ ribelle, la madre, sempre in tiro. Lei detesta la madre assente, la madre incomincia ad accorgersi che la figlia non è più una bambina. E di questo pare se ne accorga anche Salvatore, il fidanzato della madre. 
Uomo tutto d’un pezzo, avvocato,  la tiene alla larga con un comportamento molto distaccato. Lei un po’ ne soffre, prima per la presenza di un nuovo uomo in casa, poi per la freddezza con cui la tratta. Così si dedicata ai suoi coetanei e pure a quelli più grandi: da quando l’uomo di sua madre è nei paraggi, lei avverte uno strano calore… 
Lo cerco, lo guarda, lo provoca. E se anche lei non gli fosse poi così indifferente? Quando una scintilla scocca pronta a far ribollire il sangue, si può spegnerla? Una scrittura leggera e genuina, quella di Rossella Martielli, che, già finalista del Premio Romance Magazine, si cimenta in una sfumatura erotica di classe in questo bel contemporaneo narrato in prima persona."

Qui potete leggere la recensione e una mia intervista esclusiva!

sabato 3 novembre 2012

La parola ai libri: "I fratelli Karamàzov" - F. Dostoevskij

"La bellezza è una cosa terribile e paurosa. Paurosa, perché è indefinibile, e definirla non si può, perché Dio non ci ha dato che enigmi. Qui le due rive si uniscono, qui tutte le contraddizioni coesistono. 
Io, fratello, sono molto ignorante, ma ho pensato molto a queste cose. 
Quanti misteri! Troppi enigmi sulla terra opprimono l'uomo. Scioglili, se puoi, e torna salvo alla riva. La bellezza! 
Io non posso sopportare che un uomo, magari di cuore nobilissimo e di mente elevata, cominci con l'ideale della Madonna e finisca con l'ideale di Sodoma. Ancora più terribile è quando uno ha già nel suo cuore l'ideale di Sodoma e tuttavia non rinnega nemmeno l'ideale della Madonna, anzi, il suo cuore brucia per questo ideale, e brucia davvero, sinceramente, come negli anni innocenti della giovinezza. 
No, l'animo umano è immenso, fin troppo, io lo rimpicciolirei.
Chi lo sa con precisione cos'è? Lo sa il diavolo, ecco! Quello che alla mente sembra una infamia, per il cuore, invece, è tutta bellezza. 
Ma c'è forse bellezza nell'ideale di Sodoma? Credimi, proprio nell'ideale di Sodoma la trova la maggioranza degli uomini!
Lo conoscevi questo segreto, o no? La cosa paurosa è che la bellezza non solo è terribile, ma è anche un mistero. E' che qui che Satana lotta con Dio, e il loro campo di battaglia è il cuore degli uomini. Già, la lingua batte dove il dente duole... E ora veniamo al fatto. Ascolta."
(F. Dostoevskij, I fratelli Karamàzov)

venerdì 2 novembre 2012

Un libro + una ricetta: "Danzando sui vetri rotti" + Torta di mele

In una notte buia e tempestosa, che c’è di meglio di un thriller da leggere magari davanti al camino scoppiettante, divorando una ciambella odorosa di mele? Oppure leggere Jane Austen seduti su una panchina in pietra, sorseggiando te e divorando biscotti al burro fatti in casa? I miei nuovi post sono ispirati proprio a questo legame tra lettura e leccornie: per ogni libro cercherò una ricetta particolare da condividere con voi, un dolce, dei biscotti o magari una torta rustica che per un motivo o per l’altro lega bene col libro. Inizio questa nuova avventura con un libro che mi rende la vita facile… interamente dedicato al cioccolato, si tratta di un romanzo fortemente sconsigliato a chi di voi è a dieta, perché mi ha fatto venire una voglia, ma una voglia che non potete capire!!! Di cosa sto parlando? Continuate a leggere…

La storia narrata da me…
Lucy Houston e Mickey Chandler sono sposati da undici anni. Il loro è un amore intenso e tenace, così tenace da aver resistito negli anni alla depressione bipolare di lui, costretto a frequenti ricoveri in clinica psichiatrica, e all’ombra di morte che grava su di lei, appartenente a una famiglia che annovera numerosi casi di cancro. Non tutto nella vita dipende dalla nostra volontà, e la genetica, ormai è certo, è una spada di Damocle che incombe su di noi e talvolta condiziona pesantemente le nostre esistenze, come accade ai protagonisti del libro. 
La storia tra Lucy e Mickey è iniziata la notte del ventunesimo compleanno di lei, quando le vite dei due si sono incrociate ed è stato subito amore. Un amore pacato, inaspettatamente ragionevole, che vuole sopravvivere nonostante tutto, che si impone di non essere mai avventato, perché in alcune circostanze essere avventati comporta un carico di sofferenza intollerabile. Ecco perché Luci e Mickey si promettono di comune accordo di rinunciare a essere genitori: in nessun caso potrebbero garantire a un bambino un presente solido e un futuro felice. Ma il destino, si sa, non è controllabile dalla volontà. Accade così che, durante un controllo di routine, Lucy scopre di essere incinta…

Il mio commento…
Poche, pochissime parole per descrivere un romanzo semplicemente meraviglioso. Non è esattamente coerente con la linea editoriale finora adottata dalla Leggere Editore, ma ben venga questo cambio di direzione o semplicemente questa pubblicazione di un libro inaspettatamente doloroso ma vero, intenso e toccante come pochi.
La scrittura della Hancock è limpida, raffinata: l’autrice si dimostra una vera maestra nel tratteggiare i caratteri dei protagonisti e nello scivolare quasi in punta di piedi tra le vicende che li vedono coinvolti – a tratti quasi travolti – senza mai essere eccessiva, senza apparire fuori luogo nonostante l’estrema delicatezza degli argomenti trattati. 
Una storia d’amore come tante e insieme come poche, unica come tutti i veri, grandi amori; una storia molto lontana dal tradizionale idillio cui ci hanno abituati i romanzi della letteratura tradizionale sentimentale. Terribilmente vero, a tratti quasi crudo, questo libro è un manifesto dell’amore più puro, quello che tutti, uomini e donne, sognano d’incontrare, anche quando (soprattutto quando!) non lo ammettono. Consiglio “Danzando sui vetri rotti” agli amanti della narrativa autentica, ai sognatori e tutte le persone che hanno bisogno di tornare a credere nell’amore. Fa miracoli, davvero.

Per accompagnare questo libro ho scelto una ricetta a me molto cara, che puntualmente ogni autunno rifaccio più e più volte, con somma gioia (si fa per dire!!!) del mio girovita. Perché in autunno? Perché è una torta di mele, e mai come in autunno ho voglia di mele fresche, croccanti, appetitose sia crude che cotte… e confesso di aver mangiato numerose fette di questa torta proprio mentre leggevo “Danzando sui vetri rotti” di Ka Hancock! La ricetta l’ho trovata anni fa su un giornale; già dopo averla realizzata la prima volta, ho abbandonato tutte le altre ricette di torte di mele che possedevo! È particolare perché i pezzetti di mela si mettono solo all’interno e non sopra, ma per il resto è davvero facilissima anche per i neofiti della cucina.

Torta di mele
Ingredienti
150 g di burro
150 g di zucchero
180 g di uova (3/4 uova medie)
250 g di farina
15 g di lievito
500 g di mele
Scorza di 1 limone grattugiato
Latte q.b.

martedì 30 ottobre 2012

Un libro + una ricetta: "Ladra di cioccolato" + Torta morbida al cioccolato fondente

Cari amici, oggi inauguro un nuovo genere di post (chiamarla “rubrica” mi sembra eccessivo, visto che non so che cadenza avrà) in cui, più che una vera e propria recensione del libro, fornirò il mio personale commento correlato da… una ricetta! Ebbene sì: per me cibo e lettura da sempre sono piaceri che vanno di pari passo, soprattutto se si parla di dolci. In una notte buia e tempestosa, che c’è di meglio di un thriller da leggere magari davanti al camino scoppiettante, divorando una ciambella odorosa di mele? Oppure leggere Jane Austen seduti su una panchina in pietra, sorseggiando te e divorando biscotti al burro fatti in casa? I miei nuovi post sono ispirati proprio a questo legame tra lettura e leccornie: per ogni libro cercherò una ricetta particolare da condividere con voi, un dolce, dei biscotti o magari una torta rustica che per un motivo o per l’altro lega bene col libro. Inizio questa nuova avventura con un libro che mi rende la vita facile… interamente dedicato al cioccolato, si tratta di un romanzo fortemente sconsigliato a chi di voi è a dieta, perché mi ha fatto venire una voglia, ma una voglia che non potete capire!!! Di cosa sto parlando? Continuate a leggere…

La storia narrata da me...
Cade Corey è la figlia del principale produttore di cioccolato americano, ma non le basta: Cade è intraprendente, testarda e volitiva, e il suo sogno è create una nuova linea di cioccolato molto più raffinato della barrette che la ditta di famiglia distribuisce nei supermercati di tutto il mondo, dei cioccolatini creati da un chocolatier di fama. 
Chi meglio di Sylvain Marquis, il più celebre chocolatier di Parigi? Cade si reca dunque a Parigi, città che ama, in cui ha sempre desiderato vivere, certa di convincere l’uomo a mettersi in affari con lei. Grande è il suo stupore – e anche l’umiliazione – quando Marquis non solo non accetta, ma si dimostra addirittura offeso dalla proposta di svendere la propria arte a un colosso industriale da sempre più attento alla quantità che alla qualità. Oltre a essere incredibilmente affascinante, Sylvain Marquis è altero e orgoglioso come tutti i francesi. Non sospetta però che Cade lo si altrettanto. Lungi dall’arrendersi, la ragazza si intestardisce nel suo proposito: se il più grande chocolatier di Parigi non vuole rivelarle il segreto di un cioccolato dal sapore divino, ci penserà lei a scoprirlo; e per farlo userà tutti i mezzi a propria disposizione, lecite e – soprattutto! – illeciti… Ma né Sylvain né Cade hanno messo in conto la passione travolgente che si scatena tra loro alimentandosi incontro dopo incontro, battibecco dopo battibecco. Una passione che intreccia indissolubilmente i piaceri della carne a quelli della gola, generando un mix esplosivo, puro desiderio liquido e scuro da gustare con tutti e cinque i sensi.

Il mio commento...
Un libro delizioso, che si legge tutto d'un fiato. Il tasso di sensualità è davvero altissimo, ma l'erotismo non è mai banale, né tanto meno volgare oppure fine a se stesso: al contrario è descritto in maniera spinta ma lieve, impeccabile. I personaggi sono tratteggiati davvero molto bene, ricchi di sfumature, e la storia prosegue veloce, senza intoppi, con quel pizzico di intrigo che avvince il lettore - o meglio la lettrice, perché è decisamente un libro per donne! - fino all'ultima pagina... Mi è piaciuto molto, non fosse che mi ha fatto venire una voglia di cioccolato che non passava più! 

La Florand è bravissima nel descrivere i piaceri della gola, è incredibile come, usando solo le parole, riesca a farti quasi sentire sul palato il sapore del cioccolato, una dote rara e preziosissima in uno scrittore. Poi, come tutte le opere targate LeggereEditore, anche questo romanzo possiede una leggerezza mai banale che lo rende ideale da leggere nei momenti di svago, in treno o in fila alla posta, quando abbiamo bisogno di distrarci e divertirci.

Questa volta ho avuto vita facile nello scegliere una ricetta da proporvi… una delizia iper-cioccolatosa, ovviamente, per la gioia di tutti i palati! La ricetta l'ho scovata su uno dei miei siti di ricette preferiti www.cookaround.com.

Torta morbida al cioccolato fondente
Ingredienti:
250 g di burro tagliato a cubetti
440 g di zucchero
125 ml di latte
125 ml di caffè nero forte
125 ml di Burbon
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
200 g di cioccolato fondente tritato grossolanamente
260 g di farina
25 g di cacao in polvere
2 uova

mercoledì 24 ottobre 2012

"Verde come l'Amore" - mio raccontino!

Cari amici, oggi posto l'incipit di un raccontino che ho inviato a un concorso letterario... mi farebbe piacere se lo leggeste e mi diceste sinceramente cosa ne pensate! Non risparmiate critiche, mi raccomando, perché sono proprio quelle che fanno crescere uno scrittore!

Quando ripenso a noi, ogni immagine, ogni pensiero e perfino il suono delle nostre voci sovrapposte, impegnate in qualche giocosa schermaglia, ogni cosa è avvolta in una patina verde che vira da una calda sfumatura sottobosco fino a sprigionare scintille di un verde acido, acre come la mela che mangiavo il giorno in cui ti ho visto per la prima volta.
Era il verde, il colore del nostro amore. Verdi erano gli alberi che accarezzarono il nostro primo bacio, verdi le pareti della camera da letto nella casa di campagna dei nonni, verde persino il cielo che si specchiava nelle acque del Po’ nei primi pomeriggi d’inverno fatti di un sole timido e increspature lievi, carezzevoli come note un po’ stonate, verdi le foglie che cadono sul foglio dove scrivo l’ennesima lettera per te. La affiderò al fiume, come ho sempre fatto. So che ti arriverà. Non mi piace pensare che sei in cielo. Il cielo è lontano, non potrei arrivarci nemmeno se sbucassi fuori dall’oblò di un aereo e mi arrampicassi tra le nuvole. Troppo labile è il confine tra questo mondo e gli altri, e io non posso pensare a te disperso per l’universo, una stella tra le mille che non oso contare e che ho paura di guardare, perché il cielo stellato è l’immagine più triste che si possa guardare dalla terra. Il cielo sta piangendo noi, le stelle sono lacrime che brillano senza estinguersi mai, perché immenso è il dolore di chi pensa che lassù ci sia ancora qualcosa da sperare.
No, io t’immagino ancora qui, tra i portici e il fiume, tra le fronde stanche che si caricano di brina e la terra che sfioro appena e mi conduce verso il luogo dove sei sepolto. Tu sei ovunque.
Negli interstizi del mio sguardo che vaga inquieto, quando mi volto di scatto e con la coda dell’occhio lampeggia il tuo maglione verde, infeltrito dalle mie dita che lo artigliano per non lasciarti scappare, per trattenerti ancora un istante qui con me, in un verde che è ovunque, ma non sarà mai più quello dei tuoi occhi innamorati, spalancati su di me.

domenica 21 ottobre 2012

La parola ai libri: "Intervista col vampiro" - Anna Rice

"La grande avventura della nostra vita. Che cosa significa morire quando si può vivere fino alla fine del mondo? E che cos'è la "fine del mondo", se non un modo di dire, perché chi sa anche soltanto cos'è il mondo stesso? Ormai ho già vissuto due secoli e ho visto le illusioni dell'uno completamente distrutte dall'altro, sono stato eternamente giovane ed eternamente vecchio, senza possedere illusioni, vivendo attimo per attimo come un orologio d'argento che batte nel vuoto: il quadrante dipinto, le lancette intagliate, che nessuno guarda, e che non guardano nessuno, illuminate da una luce che non era luce, come la luce alla quale Dio creò il mondo prima di aver creato la luce. Tic-tac, tic-tac, tic-tac, la precisione dell'orologio, in una stanza vasta come l'universo."
(Intervista col vampiro, Anne Rice)

lunedì 15 ottobre 2012

Una bella recensione di "L'uomo di mia madre"

"La famiglia, luogo segreto e inaccessibile, è simile a una matassa aggrovigliata. Cercare di fare ordine o di capire è quasi impresa impossibile. Come un sistema autarchico, emana le sue leggi spietate, non guarda in faccia a nessuno e punisce, severamente.
 Al centro della storia raccontata da Rossella Martielli, "L’uomo di mia madre", troviamo una famiglia al margine, nonostante il benessere economico di cui gode. Una madre divorziata, una figlia, lo spettro del padre, e un amante, Salvatore.
 La figlia, un’adolescente con i complessi di un corpo poco sensuale, è alla ricerca di una femminilità che resta spesso in superficie, legata soprattutto all’apparire.
 Sua madre, in opposizione alla figura della ragazza, è una donna elegante, dai mille amanti. L’ultimo, però, sembra avere un posto particolare nella sua vita.
Salvatore, inizialmente visto come un intruso, affascina anche la ragazza, con il suo aspetto gelido. In un continuo scrutarsi, tutti saranno vittima dei richiami del corpo e della banalità della vita.
 I tre entreranno in un gioco di egoismo, in cui gli affetti sono fredde rappresentazioni del nulla. I sentimenti, come l’amore, non esistono. Solo il baluardo della passione, quella proibita, sfrenata, ma allo stesso tempo silenziosa, sembra accendere un mondo interiore, altrimenti destinato al vuoto.
 L’uomo di mia madre è un racconto crudele, filtrato da una scrittura incisiva e scorrevole, con un finale a sorpresa, di grande effetto, che lascia il lettore sospeso, avvolto dall’eco delle ultime parole."
Mariella Soldo
(La recensione si trova su www.migranze.net)

domenica 14 ottobre 2012

Una splendida novità Neri Pozza!

NOVEMBRE 2012

ELIZABETH PERCER Educazione di una donna

Il Wellesley College, nel Massachusetts, è uno dei più prestigiosi college femminili americani. Con la sua architettura gotica, i suoi archi e i suoi giardini, il campus esercita un fascino irresistibile sulle giovani donne consapevoli della propria intelligenza. Persino Rose Kennedy, la matriarca d’America, la madre di JFK, ambì a respirare il romanticismo e il pathos che aleggiano tra le sue mura.
In un angolo appartato del campus vi è una casetta in stile Tudor, un rifugio incantato che si adatta perfettamente agli edifici gotici circostanti. È il luogo di ritrovo delle Shakes, le temute e riverite ragazze della Shakespeare Society. Ogni tanto le Shakes mettono in scena opere del Bardo alle quali invitano la preside e altre autorità del campus. Tuttavia, simili inviti hanno il solo effetto di accrescere il sospetto del college nei loro confronti, dato che ragazze che interpretano uomini in preda ad angoscia, tradimenti e dubbi, in una forma arcaica della lingua inglese, non sono certo un bell’esempio di decoro e compostezza. Le Shakes si curano però poco del giudizio altrui. Sono a Wellesley dalla fondazione del college, esattamente dal 1877. Centodiciassette anni trascorsi a osservare le proprie cerimonie iconoclastiche, a unire le loro voci nei versi di Shakespeare per temprare il loro valore di giovani donne dedite all’arte, alla poesia e alla conoscenza.
Sensibile fino all’estremo, incapace di trascurare anche per un solo istante coloro che ama, triste per l’impossibilità di avere accanto Teddy, il suo amico del cuore, Naomi Feinstein mette piede al Wellesley college e, con sua somma sorpresa, diviene quasi subito una Shake, un’appartenente all’élite di Wellesley, al ristretto gruppo di cinquanta invidiate ragazze. Accade tutto per volontà del destino: Naomi salva dalle acque ghiacciate del lago Waban una delle Shakes; viene iniziata alla Società con un rituale vecchio di un secolo sotto un ritratto lacero del Bardo; diventa l’amica più stretta della bella Jun, altezzosa Shake ed elegante giocatrice di tennis. Come in ogni educazione che si rispetti, tuttavia, anche per Naomi è in agguato la sfida con le svolte inaspettate e maligne della sorte.
Un tradimento per sconfinata gelosia mette in discussione il Codice d’Onore del Wellesley College e trascina nella vergogna l’amica del cuore: la bella, intoccabile Jun, studentessa d’eccellenza in mezzo a studentesse d’eccellenza.

Affermata poetessa, Elizabeth Percer è stata tre volte finalista al Premio Pushcart. Ha ricevuto un Bachelor of Art in inglese dal Wellesley college, un dottorato di ricerca in educazione artistica presso la Stanford University, e ha completato una borsa di studio post-dottorato a Berkeley. Le sue pubblicazioni sull’arte e la scrittura sono state apprezzate a livello internazionale. Vive in California. Il suo sito è www.elizabethpercer.com

«Amore, amicizia e ambizione di un gruppo di bizzarre ragazze intellettuali alla ricerca del loro posto nel mondo».
Courtney J. Sullivan, New York Times

«Indimenticabile romanzo, l’opera di Elizabeth Percer ritrae una ragazza intelligente che si confronta coi propri limiti, con la paura di perdere le persone care e col tradimento. Ogni pagina di quest’opera rivela verità forti che lasciano il lettore commosso e sorpreso».
Lauren Belfer

«È impossibile restare indifferenti di fronte a Naomi Feinstein, una ragazza sensibile alla ricerca della propria vita e del modo giusto per proteggere le persone che ama. Educazione di una donna sa offrire qualcosa di molto raro: un mondo e una vita che sembrano profondamente veri».
Nicole Mones

Anteprima targata "Iperborea": "L'enigma di Flatey"

Il fascino senza tempo dei miti nordici in un romanzo 
nato dalla terra del ghiaccio e delle saghe.

"L'enigma di Flatey"
Viktor Arnar Ingólfsson
Traduzione di: Alessandro Storti
Prezzo: 16,50 euro
Pagine: 288
Editore: Iperborea
Uscita: 13 ottobre 2012


È l’alba di una limpida giornata di giugno del 1960 quando una famiglia di pescatori dell’isola di Flatey, tra i fiordi occidentali dell’Islanda, trova il cadavere di uno sconosciuto. Nella sua tasca un foglio con una serie di 39 lettere. La vittima è il danese Gaston Lund, studioso di un antico enigma irrisolto basato sulle saghe raccolte nel "Libro di Flatey" e custodito nella biblioteca locale. Inviato dal continente a sciogliere il mistero, il giovane avvocato Kjartan si ritrova smarrito su un irreale pezzetto di terra con una manciata di case, dove i prezzi si calcolano ancora in pelli di foca, in tavola si servono uova di sterna e razza fermentata, e tutti credono nella maledizione legata all’enigma, che sembra avverarsi quando sull’isola compare un altro cadavere. Il fascino dei miti nordici avvolge un’indagine a doppio filo che insegue la soluzione dell’enigma attraverso le sue 40 domande mentre si addentra in questo piccolo mondo fuori dal tempo, in cui ogni abitante nasconde un universo di storie e di segreti, dal sacrestano che parla con gli elfi e si diletta in vaticini, al maestro depositario di memorie e leggende tramandate da generazioni. Molto più di un thriller, "L’enigma di Flatey" è un affresco ammaliatore dell’Islanda profonda, sospesa tra l’incanto di paesaggi vergini e l’eco delle saghe.

L'autore:
Viktor Arnar Ingólfsson, nato nel 1955 a Akureyri e cresciuto a Reykjavik, è uno dei più apprezzati giallisti islandesi. Autore di cinque romanzi, da alcuni dei quali sono state tratte serie tv di successo, alterna l'attività di scrittore a quella di ingegnere civile per la Pubblica Amministrazione delle strade. Con "L’enigma di Flatey" è stato nominato per la seconda volta al prestigioso premio Glass Key per il miglior giallo nordico. I suoi romanzi sono pubblicati in Germania,Inghilterra, Paesi Bassi e Repubblica Ceca.

La parola agli scrittori: Walt Whitman


"Mai vi fu altrettanto inizio di adesso,
né altrettanta giovinezza o vecchiezza di adesso;
e mai ci sarà altrettanta perfezione di adesso,
né altrettanto paradiso o inferno di adesso."
Walt Whitman


lunedì 8 ottobre 2012

Un regalo per voi lettori :-)

Cari amici, come promesso nello scorso post, oggi desidero ringraziarvi per il vostro affetto e le mail sempre carinissime che mi mandate facendovi un regalo che spero apprezzerete! 
Spero vi farà piacere, e credo proprio che adorerete la rivista che metto in palio, che è niente meno che… (rullo di tamburi!!!) … l’ultimo numero della Romance Magazine edita Delos Books (copertina qui accanto)!
Proprio in questo numero, tra l’altro, troverete anche il mio racconto “In una notte di mezza estate”, giunto tra i finalisti del concorso Romance Mondadori 2012, che racconta la storia di una sirena imprigionata il cui destino è quello di essere sacrificata per… ecco, il perché lo lascio scoprire voi! Intanto eccovi l’incipit…

Seppe di aver toccato il fondale ancor prima che la sabbia si insinuasse tra le lische della coda. Annaspò alla ricerca d’acqua, mentre l’aria limpida e fredda le graffiava la gola.
Era solo questione di tempo prima che il suo corpo si abituasse all’aria e le branchie si schiudessero per permettere ai polmoni di funzionare correttamente. 
Un processo doloroso, ma inevitabile. 
Guardò dietro di sé sua sorella Ananke che volteggiava ignara del pericolo. 
Avrebbe voluto urlarle di allontanarsi più in fretta che poteva, di tornare al largo, dove l’oceano scavava profondità inaccessibili alle creature della terra, ma non ne ebbe il tempo. Un laccio di ferro le si conficcò nel derma coperto di lische, intaccando la struttura interna della coda.
Urlò di dolore, piegandosi in due nella trappola trasparente e letale. Qualche metro più in là, Ananke si dibatteva disperatamente in un’altra rete.
Un’acuta stilettata di colpa le trafisse il cuore. Avevano sbagliato ad avvicinarsi alla costa… lei, che era la maggiore, avrebbe dovuto tenere a freno l’imprudenza di Ananke.
All’improvviso sentì le loro grida. Uomini, tanti uomini.
Come tutte le creature del mare, Surya conosceva la loro lingua, sapeva che quei versi disarticolati indicavano soddisfazione, vittoria. Si guardò intorno, terrorizzata. 
Solo allora si accorse che quel tratto di mare era interamente ricoperto di reti invisibili, messe lì apposta per loro…

Vincere la Romance Magazine è semplicissimo, basta essere iscritti al blog e al mio canale YouTube, nell’ordine:



Poi, qui sotto nei commenti, scrivetemi il motivo per cui vi piacerebbe ricevere e leggere la Romance Magazine
Calcolerò due volte il nominativo di chi posterà il link del post sul proprio profilo/pagina Fb oppure su Twitter… (riportate i link tra i commenti, per me sarà più facile controllare).
L’estrazione avverrà alla maniera tradizionale: coppa con dentro i bigliettini con tutti i vostri nomi ed estrazione ripresa in un video che pubblicherò sul mio canale YouTube! Cosa ne pensate?!
Io non vedo l’ora di spedire la Romance Magazine a uno di voi!
A presto!