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domenica 13 marzo 2011

Sull'eternità dell'Amore


Ne avevo già parlato, ma siccome è un argomento che mi appassiona ne parlerò ancora. Riflettendoci (eh sì, non ho di meglio da fare... soprattutto di notte!) sono giunta alla conclusione che ci sono solo due modi per far sì che un sentimento sia eterno. 
Uno è accettare che cambi, che nel corso del tempo e della vita si evolva, trasformandosi molto spesso in un qualcosa di estremamente diverso da ciò che era all'inizio. 
L'esempio più lampante a mio avviso è l'amore che proviamo nei confronti dei genitori, che passa attraverso infinite fasi - dipendenza, bisogno, ribellione, insofferenza, tenerezza ecc. - per poi approdare a qualcosa di molto diverso da ciò che era all'inizio: da un bisogno di cura, tipico dei bimbi, si passa alla voglia di curare, quando ci si occupa di genitori non più giovani e magari invalidi. 
Eppure il nocciolo del sentimento, quel particolare tipo di amore che è quello filiale, rimane lo stesso pur cambiando. Di qui sta il paradosso e la meraviglia dei rapporti umani. La stagnazione dei sentimenti invece è un pericolo, perché se un sentimento non evolve, non si trasforma, presto o tardi diventa malato. 
Un cinquantenne che dipende dai genitori, che si fa curare da loro, tanto normale poi non è; così come non lo sono quei genitori che si rifiutano di accettare la crescita dei figli, continuando imperterriti a invadere la loro vita come se si trattasse di bambini incapaci. 
In questo caso il discorso fila liscio come l'olio, ma sarà lo stesso per l'amore passionale, quello che lega un uomo e una donna per tutta la vita? In parte credo di sì. 
Penso che i rapporti fallimentari sia quelli incapaci di trasformarsi, quelli che si incrinano quando la passione scema, quelli che non reggono la routine, quelli che non sanno accettare la vita come viene. In parte però non so... l'amore reca con sé una tale dose di mistero che difficilmente potrà essere svelata del tutto.

Il secondo modo per far sì che un sentimento duri per sempre è interromperlo quand'è al suo culmine. Può sembrare contraddittorio, ma è così. Un amore non vissuto fino in fondo dura per sempre, la storia in cui siamo stati abbandonati col cuore infranto, ancora innamoratissimi, è destinata a rimanere impressa nella nostra mente. 
La fine, la morte di un amore, non gela solo il nostro cuore; è come se cristallizzasse l'attimo e le sensazioni a esso collegate, conservandole per sempre. Questo è quello che penso, questo è quello che ho sempre osservato in giro. 
Difficilmente uno va a pensare che la tizia che l'ha lasciato col cuore infranto, se la storia fosse continuata, un giorno sarebbe stato lui a stancarsi di lei, a mandarla al diavolo stufo dei continui tradimenti. 
Uno pensa che sarebbe durata per sempre solo perché non sa come sarebbe andata a finire davvero, senza una fine "prematura". 
E qui chiudo, perché mi sa che ho pontificato abbastanza per oggi!

1 commento:

  1. brillantina7214 marzo 2011 16:17

    Cavolo.... è un post che fa riflettere e non poco... l'ho riletto due volte e nn posso che dire che hai scritto cose vere.

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