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mercoledì 1 giugno 2011

La chiamano parità dei sessi

Oggi facciamo un gioco.
Trovatemi le differenze.



La differenza ovviamente è una sola: nude vs vestite. 
Donne uguali, senza identità.
Donne senza corpo, senza identità.
Donne ridotte al corpo, senza identità.
Niente corpo, solo corpo.
Donne umiliate, sempre e comunque.

7 commenti:

  1. "Non sto pensando a niente". E' un post che ho scritto a marzo. Così mi unisco alla tua condanna. Grido insieme a te.

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  2. Non sono molto d'accordo. La prima foto fa capire che quelle donne hanno scelto di essere fotografate in quel modo, mentre le altre sono ridotte cosi a causa della loro religione.

    Le seconde sono umiliate, senza identità, senza corpo...Insomma hai ragione nella descrizione della seconda foto. Per quanto riguarda la prima, credo che nessuno le abbia obbligate a vestirsi in quel modo e a mostrare il loro lato B. Dunque per me non sono per niente umiliate..in che modo poi??? La differenza secondo me tra le 2 foto, oltre all'essere vestite o meno é che le prime hanno possibilità di decidere, le seconde no.

    Un saluto.

    DolceRosaBlu

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  3. E' difficile realizzare una situazione in cui la scelta sia "libera".
    Ogni scelta è influenzata dalla nostra storia presente e passata.
    Così le nostre nonne mettevano il velo quando entravano in chiesa e non si sentivano costrette a farlo. Era semplicemente un uso comune.

    Stare nude o vestite ha la stessa rilevanza oggettiva, evidentemente, ma il fatto che l'ambiente attorno suggerisca questa o quella come la modalità "giusta" sulla pelle della persona non cambia il significato coercitivo del modello femminile proposto.

    Michela Marzano lo sa spiegare molto meglio di me:

    http://www.youtube.com/watch?v=3pSanQhzKKw

    http://www.youtube.com/watch?v=66QE9DYSi9E

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  4. Rossella Martielli3 giugno 2011 15:02

    Capisco cosa intendi Walter, e sono perfettamente d'accordo. Dolcerosablu, le scelte delle donne della prima immagine non sono affatto "libere", tutt'altro...

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  5. Non riesco a capire. Se non sono libere le donne della prima immagine, quelle della seconda allora cosa sono???

    Sulla seconda non ci sono dubbi ed é imposto loro come devono andare in giro.

    Le altre hanno scelto di vestirsi in quel modo; nessuno le ha obbligate perché se io scelgo di fare un determinato lavoro (ad esempio la modella), so perfettamente a cosa vado incontro.

    Perché io per esempio non mostrerò mai il mio corpo in quel modo ed é una mia scelta.

    DolceRosaBlu

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  6. Prima foto...Il fatto che ci sia un proliferare di concorsi, reality, occasioni, gran premi, festival, trasmissioni di un certo tipo, inventando anche delle "professioni" strampalte, guarda caso gestiti tutti dal potere del denaro e della comunicazione, denota già un razzismo di fondo che concede scorciatoie alle belle ed i belli sollevandoli dall'impegno, lo studio, il confronto vero con le sfide reali.
    Il più delle volte quando senti parlare nelle interviste personaggi di questi ambienti, colpa anche di giornalisti al soldo dell'onda, c'è da impallidire per il non uso della lingua e dell'assenza delle forme elementari della grammatica.
    La seconda foto ha una valenza storica, sociale, politica prima che religiosa molto diversa e da condannare certo, riconoscendo anche però che i loro tempi e velocità di autocoscienza non sono i nostri ma, conoscendo quei luoghi e quelle popolazione, esiste anche e forte, sotto traccia, un fitto scambio di opinioni, di pensiero, di crescita che si sta facendo sentire. Le donne hanno avuto enorme importanza nelle rivoluzioni recenti, le donne afgane sono un'asse portante della comunità locale e da quando hanno riaperto l'università di Kabul, donne afgane che vivevano fuori dal paese sono rientrate.
    Qui, si sente parlare di stress per un concorso, per un casting, con spesso le madri più coinvolte delle figlie.
    Non c'è da stupirsi onestamente.
    Un percorso segue la rotta del degrado, il secondo verso una libertà legittima.
    Non hanno collegamenti e due immagini a mio parere.
    Kurtz

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  7. ci sono le sovrastrutture (cultura mediocremente generale o religione o altro) a fare le donne non libere. comunque la foto di quelle teste tutte coperte è tremenda....

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