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martedì 30 ottobre 2012

Un libro + una ricetta: "Ladra di cioccolato" + Torta morbida al cioccolato fondente

Cari amici, oggi inauguro un nuovo genere di post (chiamarla “rubrica” mi sembra eccessivo, visto che non so che cadenza avrà) in cui, più che una vera e propria recensione del libro, fornirò il mio personale commento correlato da… una ricetta! Ebbene sì: per me cibo e lettura da sempre sono piaceri che vanno di pari passo, soprattutto se si parla di dolci. In una notte buia e tempestosa, che c’è di meglio di un thriller da leggere magari davanti al camino scoppiettante, divorando una ciambella odorosa di mele? Oppure leggere Jane Austen seduti su una panchina in pietra, sorseggiando te e divorando biscotti al burro fatti in casa? I miei nuovi post sono ispirati proprio a questo legame tra lettura e leccornie: per ogni libro cercherò una ricetta particolare da condividere con voi, un dolce, dei biscotti o magari una torta rustica che per un motivo o per l’altro lega bene col libro. Inizio questa nuova avventura con un libro che mi rende la vita facile… interamente dedicato al cioccolato, si tratta di un romanzo fortemente sconsigliato a chi di voi è a dieta, perché mi ha fatto venire una voglia, ma una voglia che non potete capire!!! Di cosa sto parlando? Continuate a leggere…

La storia narrata da me...
Cade Corey è la figlia del principale produttore di cioccolato americano, ma non le basta: Cade è intraprendente, testarda e volitiva, e il suo sogno è create una nuova linea di cioccolato molto più raffinato della barrette che la ditta di famiglia distribuisce nei supermercati di tutto il mondo, dei cioccolatini creati da un chocolatier di fama. 
Chi meglio di Sylvain Marquis, il più celebre chocolatier di Parigi? Cade si reca dunque a Parigi, città che ama, in cui ha sempre desiderato vivere, certa di convincere l’uomo a mettersi in affari con lei. Grande è il suo stupore – e anche l’umiliazione – quando Marquis non solo non accetta, ma si dimostra addirittura offeso dalla proposta di svendere la propria arte a un colosso industriale da sempre più attento alla quantità che alla qualità. Oltre a essere incredibilmente affascinante, Sylvain Marquis è altero e orgoglioso come tutti i francesi. Non sospetta però che Cade lo si altrettanto. Lungi dall’arrendersi, la ragazza si intestardisce nel suo proposito: se il più grande chocolatier di Parigi non vuole rivelarle il segreto di un cioccolato dal sapore divino, ci penserà lei a scoprirlo; e per farlo userà tutti i mezzi a propria disposizione, lecite e – soprattutto! – illeciti… Ma né Sylvain né Cade hanno messo in conto la passione travolgente che si scatena tra loro alimentandosi incontro dopo incontro, battibecco dopo battibecco. Una passione che intreccia indissolubilmente i piaceri della carne a quelli della gola, generando un mix esplosivo, puro desiderio liquido e scuro da gustare con tutti e cinque i sensi.

Il mio commento...
Un libro delizioso, che si legge tutto d'un fiato. Il tasso di sensualità è davvero altissimo, ma l'erotismo non è mai banale, né tanto meno volgare oppure fine a se stesso: al contrario è descritto in maniera spinta ma lieve, impeccabile. I personaggi sono tratteggiati davvero molto bene, ricchi di sfumature, e la storia prosegue veloce, senza intoppi, con quel pizzico di intrigo che avvince il lettore - o meglio la lettrice, perché è decisamente un libro per donne! - fino all'ultima pagina... Mi è piaciuto molto, non fosse che mi ha fatto venire una voglia di cioccolato che non passava più! 

La Florand è bravissima nel descrivere i piaceri della gola, è incredibile come, usando solo le parole, riesca a farti quasi sentire sul palato il sapore del cioccolato, una dote rara e preziosissima in uno scrittore. Poi, come tutte le opere targate LeggereEditore, anche questo romanzo possiede una leggerezza mai banale che lo rende ideale da leggere nei momenti di svago, in treno o in fila alla posta, quando abbiamo bisogno di distrarci e divertirci.

Questa volta ho avuto vita facile nello scegliere una ricetta da proporvi… una delizia iper-cioccolatosa, ovviamente, per la gioia di tutti i palati! La ricetta l'ho scovata su uno dei miei siti di ricette preferiti www.cookaround.com.

Torta morbida al cioccolato fondente
Ingredienti:
250 g di burro tagliato a cubetti
440 g di zucchero
125 ml di latte
125 ml di caffè nero forte
125 ml di Burbon
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
200 g di cioccolato fondente tritato grossolanamente
260 g di farina
25 g di cacao in polvere
2 uova

mercoledì 24 ottobre 2012

"Verde come l'Amore" - mio raccontino!

Cari amici, oggi posto l'incipit di un raccontino che ho inviato a un concorso letterario... mi farebbe piacere se lo leggeste e mi diceste sinceramente cosa ne pensate! Non risparmiate critiche, mi raccomando, perché sono proprio quelle che fanno crescere uno scrittore!

Quando ripenso a noi, ogni immagine, ogni pensiero e perfino il suono delle nostre voci sovrapposte, impegnate in qualche giocosa schermaglia, ogni cosa è avvolta in una patina verde che vira da una calda sfumatura sottobosco fino a sprigionare scintille di un verde acido, acre come la mela che mangiavo il giorno in cui ti ho visto per la prima volta.
Era il verde, il colore del nostro amore. Verdi erano gli alberi che accarezzarono il nostro primo bacio, verdi le pareti della camera da letto nella casa di campagna dei nonni, verde persino il cielo che si specchiava nelle acque del Po’ nei primi pomeriggi d’inverno fatti di un sole timido e increspature lievi, carezzevoli come note un po’ stonate, verdi le foglie che cadono sul foglio dove scrivo l’ennesima lettera per te. La affiderò al fiume, come ho sempre fatto. So che ti arriverà. Non mi piace pensare che sei in cielo. Il cielo è lontano, non potrei arrivarci nemmeno se sbucassi fuori dall’oblò di un aereo e mi arrampicassi tra le nuvole. Troppo labile è il confine tra questo mondo e gli altri, e io non posso pensare a te disperso per l’universo, una stella tra le mille che non oso contare e che ho paura di guardare, perché il cielo stellato è l’immagine più triste che si possa guardare dalla terra. Il cielo sta piangendo noi, le stelle sono lacrime che brillano senza estinguersi mai, perché immenso è il dolore di chi pensa che lassù ci sia ancora qualcosa da sperare.
No, io t’immagino ancora qui, tra i portici e il fiume, tra le fronde stanche che si caricano di brina e la terra che sfioro appena e mi conduce verso il luogo dove sei sepolto. Tu sei ovunque.
Negli interstizi del mio sguardo che vaga inquieto, quando mi volto di scatto e con la coda dell’occhio lampeggia il tuo maglione verde, infeltrito dalle mie dita che lo artigliano per non lasciarti scappare, per trattenerti ancora un istante qui con me, in un verde che è ovunque, ma non sarà mai più quello dei tuoi occhi innamorati, spalancati su di me.

domenica 21 ottobre 2012

La parola ai libri: "Intervista col vampiro" - Anna Rice

"La grande avventura della nostra vita. Che cosa significa morire quando si può vivere fino alla fine del mondo? E che cos'è la "fine del mondo", se non un modo di dire, perché chi sa anche soltanto cos'è il mondo stesso? Ormai ho già vissuto due secoli e ho visto le illusioni dell'uno completamente distrutte dall'altro, sono stato eternamente giovane ed eternamente vecchio, senza possedere illusioni, vivendo attimo per attimo come un orologio d'argento che batte nel vuoto: il quadrante dipinto, le lancette intagliate, che nessuno guarda, e che non guardano nessuno, illuminate da una luce che non era luce, come la luce alla quale Dio creò il mondo prima di aver creato la luce. Tic-tac, tic-tac, tic-tac, la precisione dell'orologio, in una stanza vasta come l'universo."
(Intervista col vampiro, Anne Rice)

lunedì 15 ottobre 2012

Una bella recensione di "L'uomo di mia madre"

"La famiglia, luogo segreto e inaccessibile, è simile a una matassa aggrovigliata. Cercare di fare ordine o di capire è quasi impresa impossibile. Come un sistema autarchico, emana le sue leggi spietate, non guarda in faccia a nessuno e punisce, severamente.
 Al centro della storia raccontata da Rossella Martielli, "L’uomo di mia madre", troviamo una famiglia al margine, nonostante il benessere economico di cui gode. Una madre divorziata, una figlia, lo spettro del padre, e un amante, Salvatore.
 La figlia, un’adolescente con i complessi di un corpo poco sensuale, è alla ricerca di una femminilità che resta spesso in superficie, legata soprattutto all’apparire.
 Sua madre, in opposizione alla figura della ragazza, è una donna elegante, dai mille amanti. L’ultimo, però, sembra avere un posto particolare nella sua vita.
Salvatore, inizialmente visto come un intruso, affascina anche la ragazza, con il suo aspetto gelido. In un continuo scrutarsi, tutti saranno vittima dei richiami del corpo e della banalità della vita.
 I tre entreranno in un gioco di egoismo, in cui gli affetti sono fredde rappresentazioni del nulla. I sentimenti, come l’amore, non esistono. Solo il baluardo della passione, quella proibita, sfrenata, ma allo stesso tempo silenziosa, sembra accendere un mondo interiore, altrimenti destinato al vuoto.
 L’uomo di mia madre è un racconto crudele, filtrato da una scrittura incisiva e scorrevole, con un finale a sorpresa, di grande effetto, che lascia il lettore sospeso, avvolto dall’eco delle ultime parole."
Mariella Soldo
(La recensione si trova su www.migranze.net)

domenica 14 ottobre 2012

Una splendida novità Neri Pozza!

NOVEMBRE 2012

ELIZABETH PERCER Educazione di una donna

Il Wellesley College, nel Massachusetts, è uno dei più prestigiosi college femminili americani. Con la sua architettura gotica, i suoi archi e i suoi giardini, il campus esercita un fascino irresistibile sulle giovani donne consapevoli della propria intelligenza. Persino Rose Kennedy, la matriarca d’America, la madre di JFK, ambì a respirare il romanticismo e il pathos che aleggiano tra le sue mura.
In un angolo appartato del campus vi è una casetta in stile Tudor, un rifugio incantato che si adatta perfettamente agli edifici gotici circostanti. È il luogo di ritrovo delle Shakes, le temute e riverite ragazze della Shakespeare Society. Ogni tanto le Shakes mettono in scena opere del Bardo alle quali invitano la preside e altre autorità del campus. Tuttavia, simili inviti hanno il solo effetto di accrescere il sospetto del college nei loro confronti, dato che ragazze che interpretano uomini in preda ad angoscia, tradimenti e dubbi, in una forma arcaica della lingua inglese, non sono certo un bell’esempio di decoro e compostezza. Le Shakes si curano però poco del giudizio altrui. Sono a Wellesley dalla fondazione del college, esattamente dal 1877. Centodiciassette anni trascorsi a osservare le proprie cerimonie iconoclastiche, a unire le loro voci nei versi di Shakespeare per temprare il loro valore di giovani donne dedite all’arte, alla poesia e alla conoscenza.
Sensibile fino all’estremo, incapace di trascurare anche per un solo istante coloro che ama, triste per l’impossibilità di avere accanto Teddy, il suo amico del cuore, Naomi Feinstein mette piede al Wellesley college e, con sua somma sorpresa, diviene quasi subito una Shake, un’appartenente all’élite di Wellesley, al ristretto gruppo di cinquanta invidiate ragazze. Accade tutto per volontà del destino: Naomi salva dalle acque ghiacciate del lago Waban una delle Shakes; viene iniziata alla Società con un rituale vecchio di un secolo sotto un ritratto lacero del Bardo; diventa l’amica più stretta della bella Jun, altezzosa Shake ed elegante giocatrice di tennis. Come in ogni educazione che si rispetti, tuttavia, anche per Naomi è in agguato la sfida con le svolte inaspettate e maligne della sorte.
Un tradimento per sconfinata gelosia mette in discussione il Codice d’Onore del Wellesley College e trascina nella vergogna l’amica del cuore: la bella, intoccabile Jun, studentessa d’eccellenza in mezzo a studentesse d’eccellenza.

Affermata poetessa, Elizabeth Percer è stata tre volte finalista al Premio Pushcart. Ha ricevuto un Bachelor of Art in inglese dal Wellesley college, un dottorato di ricerca in educazione artistica presso la Stanford University, e ha completato una borsa di studio post-dottorato a Berkeley. Le sue pubblicazioni sull’arte e la scrittura sono state apprezzate a livello internazionale. Vive in California. Il suo sito è www.elizabethpercer.com

«Amore, amicizia e ambizione di un gruppo di bizzarre ragazze intellettuali alla ricerca del loro posto nel mondo».
Courtney J. Sullivan, New York Times

«Indimenticabile romanzo, l’opera di Elizabeth Percer ritrae una ragazza intelligente che si confronta coi propri limiti, con la paura di perdere le persone care e col tradimento. Ogni pagina di quest’opera rivela verità forti che lasciano il lettore commosso e sorpreso».
Lauren Belfer

«È impossibile restare indifferenti di fronte a Naomi Feinstein, una ragazza sensibile alla ricerca della propria vita e del modo giusto per proteggere le persone che ama. Educazione di una donna sa offrire qualcosa di molto raro: un mondo e una vita che sembrano profondamente veri».
Nicole Mones

Anteprima targata "Iperborea": "L'enigma di Flatey"

Il fascino senza tempo dei miti nordici in un romanzo 
nato dalla terra del ghiaccio e delle saghe.

"L'enigma di Flatey"
Viktor Arnar Ingólfsson
Traduzione di: Alessandro Storti
Prezzo: 16,50 euro
Pagine: 288
Editore: Iperborea
Uscita: 13 ottobre 2012


È l’alba di una limpida giornata di giugno del 1960 quando una famiglia di pescatori dell’isola di Flatey, tra i fiordi occidentali dell’Islanda, trova il cadavere di uno sconosciuto. Nella sua tasca un foglio con una serie di 39 lettere. La vittima è il danese Gaston Lund, studioso di un antico enigma irrisolto basato sulle saghe raccolte nel "Libro di Flatey" e custodito nella biblioteca locale. Inviato dal continente a sciogliere il mistero, il giovane avvocato Kjartan si ritrova smarrito su un irreale pezzetto di terra con una manciata di case, dove i prezzi si calcolano ancora in pelli di foca, in tavola si servono uova di sterna e razza fermentata, e tutti credono nella maledizione legata all’enigma, che sembra avverarsi quando sull’isola compare un altro cadavere. Il fascino dei miti nordici avvolge un’indagine a doppio filo che insegue la soluzione dell’enigma attraverso le sue 40 domande mentre si addentra in questo piccolo mondo fuori dal tempo, in cui ogni abitante nasconde un universo di storie e di segreti, dal sacrestano che parla con gli elfi e si diletta in vaticini, al maestro depositario di memorie e leggende tramandate da generazioni. Molto più di un thriller, "L’enigma di Flatey" è un affresco ammaliatore dell’Islanda profonda, sospesa tra l’incanto di paesaggi vergini e l’eco delle saghe.

L'autore:
Viktor Arnar Ingólfsson, nato nel 1955 a Akureyri e cresciuto a Reykjavik, è uno dei più apprezzati giallisti islandesi. Autore di cinque romanzi, da alcuni dei quali sono state tratte serie tv di successo, alterna l'attività di scrittore a quella di ingegnere civile per la Pubblica Amministrazione delle strade. Con "L’enigma di Flatey" è stato nominato per la seconda volta al prestigioso premio Glass Key per il miglior giallo nordico. I suoi romanzi sono pubblicati in Germania,Inghilterra, Paesi Bassi e Repubblica Ceca.

La parola agli scrittori: Walt Whitman


"Mai vi fu altrettanto inizio di adesso,
né altrettanta giovinezza o vecchiezza di adesso;
e mai ci sarà altrettanta perfezione di adesso,
né altrettanto paradiso o inferno di adesso."
Walt Whitman


lunedì 8 ottobre 2012

Un regalo per voi lettori :-)

Cari amici, come promesso nello scorso post, oggi desidero ringraziarvi per il vostro affetto e le mail sempre carinissime che mi mandate facendovi un regalo che spero apprezzerete! 
Spero vi farà piacere, e credo proprio che adorerete la rivista che metto in palio, che è niente meno che… (rullo di tamburi!!!) … l’ultimo numero della Romance Magazine edita Delos Books (copertina qui accanto)!
Proprio in questo numero, tra l’altro, troverete anche il mio racconto “In una notte di mezza estate”, giunto tra i finalisti del concorso Romance Mondadori 2012, che racconta la storia di una sirena imprigionata il cui destino è quello di essere sacrificata per… ecco, il perché lo lascio scoprire voi! Intanto eccovi l’incipit…

Seppe di aver toccato il fondale ancor prima che la sabbia si insinuasse tra le lische della coda. Annaspò alla ricerca d’acqua, mentre l’aria limpida e fredda le graffiava la gola.
Era solo questione di tempo prima che il suo corpo si abituasse all’aria e le branchie si schiudessero per permettere ai polmoni di funzionare correttamente. 
Un processo doloroso, ma inevitabile. 
Guardò dietro di sé sua sorella Ananke che volteggiava ignara del pericolo. 
Avrebbe voluto urlarle di allontanarsi più in fretta che poteva, di tornare al largo, dove l’oceano scavava profondità inaccessibili alle creature della terra, ma non ne ebbe il tempo. Un laccio di ferro le si conficcò nel derma coperto di lische, intaccando la struttura interna della coda.
Urlò di dolore, piegandosi in due nella trappola trasparente e letale. Qualche metro più in là, Ananke si dibatteva disperatamente in un’altra rete.
Un’acuta stilettata di colpa le trafisse il cuore. Avevano sbagliato ad avvicinarsi alla costa… lei, che era la maggiore, avrebbe dovuto tenere a freno l’imprudenza di Ananke.
All’improvviso sentì le loro grida. Uomini, tanti uomini.
Come tutte le creature del mare, Surya conosceva la loro lingua, sapeva che quei versi disarticolati indicavano soddisfazione, vittoria. Si guardò intorno, terrorizzata. 
Solo allora si accorse che quel tratto di mare era interamente ricoperto di reti invisibili, messe lì apposta per loro…

Vincere la Romance Magazine è semplicissimo, basta essere iscritti al blog e al mio canale YouTube, nell’ordine:



Poi, qui sotto nei commenti, scrivetemi il motivo per cui vi piacerebbe ricevere e leggere la Romance Magazine
Calcolerò due volte il nominativo di chi posterà il link del post sul proprio profilo/pagina Fb oppure su Twitter… (riportate i link tra i commenti, per me sarà più facile controllare).
L’estrazione avverrà alla maniera tradizionale: coppa con dentro i bigliettini con tutti i vostri nomi ed estrazione ripresa in un video che pubblicherò sul mio canale YouTube! Cosa ne pensate?!
Io non vedo l’ora di spedire la Romance Magazine a uno di voi!
A presto!

mercoledì 3 ottobre 2012

Welcome to Turin

Carissimi amici-lettori, finalmente rieccomi qui! Scusate la latitanza, ma come forse alcuni di voi già sapranno, di recente mi sono trasferita... ho cambiato casa e città, e solo oggi posso dirmi un po' "sistemata" nella mia nuova casetta in quel di Torino! A seguire, posto un paio di fotine per gli amici più curiosi.... per ora posso dirvi che sto davvero bene e che come sempre continuo col mio lavoro! 
Poi volevo parlavi in breve di alcune cosette:

1)Come avrete notato, il concorso "Amore & Musica" organizzato dal blog e dalla casa editrice Florestano, per cui lavoro, è scaduto. Eravamo indecisi se prorogarlo o meno di qualche settimana, ma poiché i racconti pervenuti sono stati tanti e di ottima qualità, abbiamo deciso di rispettare la scadenza... spero seguirete ancora il progetto, perché a breve pubblicherò i nomi dei racconti vincitori e da questa iniziativa nascerà un bellissimo libro :-)!

2)Anche il Giveaway "L'uomo di mia madre" è scaduto, e tre delle partecipanti hanno ricevuto in omaggio una copia del mio e-book... conto di pubblicare i loro pareri qui sul blog, ma soprattutto conto di organizzare presto due bei GIVEAWAY che spero vi entusiasmeranno! Ma per ora non anticipo altro, ehehe ;)....

3)Il prossimo week-end (6-7 ottobre) a Torino si terrà "Portici di carta", una vera e propria, immensa, libreria a cielo aperto... chi di voi sarà presente?! Magari possiamo organizzarci per incontrarci! Io ci sarò di sicuro entrambi i giorni, fatemi sapere se siete di passaggio anche voi...

Bene, credo sia tutto :-).... ora vado a letto perché crollo dal sonno!!!

ps: ecco le foto....